Forum Foreste

ovvero Il futuro delle foreste, prodotti e servizi forestali per l’economia la comunità e la biodiversità… https://facebook.com/legambiente.lombardia/videos/185364893170367/

E con questo appuntamento si è concluso il forum parchi, un’interessante rassegna di incontri con figure professionali, istituzionali e rappresentanti delle associazioni per fare il punto sulla situazione dei parchi e delle foreste di Lombardia. Dopo una presentazione sullo stato dell’arte delle aree verdi Lombarde l’ultimo incontro ha delineato le potenzialità di queste aree quali capaci di economia, cioè capaci di ridurre l’impatto climatico e nel contenpo di fornire multifunzionalità legate a servizi ecosistemici, alla fornitura di prodotti per la filiera del legno e dell’energia in maniera sostenibile. La strategia Europea chiede di garantire il contributo delle foreste nel quadro climatico ed energetico, di affrontare i cambiamenti climatici e contribuire alla crescita e l’occupazione delle aree rurali, di sostenere la competitività del settore forestale, di sostenere lo sviluppo dell’economia, di garantire un potenziamento delle aree… Tutti hanno riconosciuto l’atteggiamento responsabile di regione Lombardia, nel rispondere alla sollecitazione dell’Europa, nella gestione dei servizi forestali; infatti molti sono gli elementi positivi, legati per es. al fatturato prodotto, alle certificazioni, all’approccio condiviso nella gestione delle aree, molti hanno anche riconosciuto come questa regione, come il resto del paese, viva anche tutte le contraddizioni del settore forestale perché i boschi vengono utilizzati per produrre materiale per uso energetico -viene- bruciato- anziché impiegarlo per es in edilizia, importando legname, spesso senza i dovuti controlli e verifiche della sostenibilità di tali materiali dall’estero. Molti sono stati gli spunti che hanno messo in evidenza carenze e difficoltà, nella gestione, nella individuazione dei criteri e nella applicazione degli indirizzi che regioni e stato si danno per perseguire una gestione sostenibile di questo bene comune quale lo riconosce il Piano Forestale Regionale. Uno strumento innovativo, questo, ma non ancora approvato, concreto, per rafforzare e rendere implicito il ruolo delle foreste quale servizio della comunità che necessita di una valenza sovralocale garantita da una gestione competente, responsabile e soprattutto partecipata. La gestione forestale può sostenere il rilancio dell’economia attraverso il perseguimento di obiettivi progettuali indirizzati verso la manutenzione e il rimboschimento delle foreste: in Lombardia abbiamo un territorio coperto a foresta per il 50% in montagna e per il 4% in pianura con un totale di quasi 620000 ettari (il 26% del territorio regionale), ma anche verso la creazione di nuove foreste, es. in città con le ‘foreste urbane’ e in pianura, in sinergia con l’agricoltura, – es attraverso l’attuazione del programma che dal 2004 la regione sta perseguendo nel piantare 3500 nuovi ha di sistemi verdi e bosco costruendo un reticolo che mantenga costante il valore della produzione agricola, che permetta una buona meccanizzazione, che fornisca servizi ecosistemici, che riduca l’Impiego di insetticidi, che incrementi la sostanza organica del terreno, che costruisca nuovo paesaggio rurale, che dia nuova occupazione e professionalità- quindi senza interferire con la produttività che però, sostiene Legambiente, deve andare assolutamente verso la sostenibilità, abbattendo l’ impatto ecologico sull’ambiente. Quindi, sostenibilità e produttività con l’obiettivo dell’incremento delle superfici che offrono servizi ecosistemici per affrontare un’emergenza mondiale e offrire opportunità di crescita del benessere e dell’economia

Festa dell’albero 2020

Durante la Festa dell’Albero 2019 siamo entrati nei giardini delle scuole di Brenna ed Alzate Brianza e, sulla falsariga dell’ “Uomo che piantava gli alberi” di J. Giono, i bambini delle varie classi hanno messo a dimora piccoli alberi. Quest’anno non ci è stato possibile celebrare in presenza, come di consueto, questa bella ricorrenza. Abbiamo perciò chiesto alle insegnanti di inviarci le fotografie degli alberelli, come testimonianza visibile di un piccolo-grande gesto e della sua evoluzione…. a distanza di 12 mesi! Nonostante il momento difficile che come umanità stiamo vivendo, la Natura ha continuato il suo corso e ciò che è stato piantato un anno fa si è sviluppato ed è cresciuto (o, in alcuni casi, non ce l’ha fatta) fedele al Ciclo della Vita, alla sua Forza e alla sua Bellezza. Sicuramente un messaggio denso di speranza. Nonostante tutto Arrivederci al 2021

SIAMO TUTTI #VASICOMUNICATI… MANDIAMO UNA FOTO PER CONDIVIDERE UNA FESTA DIVERSA MA COINVOLGENTE!!!! AL 21 NOVEMBRE

Forum Foreste e Festa dell’Albero

Dal Forum foreste che si è tenuto nella serata di ieri sono emerse le molte progettualità che interessano le grandi città, ma che possono e devono interessare anche le piccole realtà, volte a contrastare la crisi climatica, ormai riconosciuta, attraverso interventi di forestazione che aumentano e confermano la resilienza delle aree e la capacità di contrastare gli effetti negativi del cambiamento del clima e dell’impoverimento degli ecosistemi soprattutto di quello urbano, più fragile perche fortemente antropizzato e costruito. Sono questi i luoghi dove aumentano le criticità, che pesano soprattutto sui cittadini più fragili, legate agli aumenti di temperatura, alla mancanza di permeabilità del suolo, alla qualità pessima dell’aria e alla presenza elevata di polveri sottili… criticità che impongono una presa di posizione di creando aree di mitigazione per ridurre gli impatti degli effetti del cambiamento climatico sulla qualità della vita, umana e animale, ma anche e soprattutto sulla permanenza e la sicurezza delle città e dell’ambiente. Tutti gli interventi sono concordi nella necessità di individuare negli alberi la modalità naturale rigenerativa del suolo e dell’aria, quali strumenti fondamentali nella tenuta dei suoli, nella salvaguardia degli ecosistemi, nella conservazione del carbonio, ma non solo. Tutti ribadiscono che grazie alle aree verdi si crea una fruizione consapevole e che, grazie alla rimessa in gioco di aree, anche marginali, poco appetibili dal punto di vista della loro qualità perchè abbandonate o residuali, o presenti in ambiti degradati, possono garantire una equità sociale e non solo ecologica degli spazi urbani, compensazioni intervengono non solo nella riqualificazione degli ambienti ma soprattutto nella creazione di nuova rete sociale. Le esperienza di progettazione sono molteplici ma unitario è l’obiettivo: migliorare la qualità delle città garantendo al contempo azioni efficaci per ridurre gli impatti e gli effetti del mutamento del clima senza mai dimenticare quanto sia necessario continuare a formare sensibilità ecologica, nelle scuole ma anche tra i cittadini, perché solo attraverso la consapevolezza diviene possibile attuare il cambiamento.

Ed è questa l’occasione per riproporre, anche in questo difficile anno una buona pratica, quella che accompagna la FESTA dell’ALBERO, di mettere a dimora semi o piante, insieme, con una modalità diversa….quella dei #VasiComunicanti!… perché i vasi comunicanti rappresentano un sistema, una comunità numerosa e positiva: tutti insieme connessi alla natura per festeggiarla e prenderci cura di lei.

Forum Parchi

Il sistema delle aree verdi lombarde: Parchi Regionali, Plis, RER di 1° e 2° livello

In questi giorni si è svolto il Forum Parchi che ha visto a confronto alcuni presidenti di parco della Regione Lombardia e alcune associazioni ambientaliste per fare il punto sulla situazione della gestione della aree verdi in Lombardia. https://www.facebook.com/legambiente.lombardia/videos/1051943885309012/

Da questo quadro emerge una difficoltà oggettiva nella gestione dei parchi che sono lasciati a se stessi; non esiste una regia regionale che coordina e implementa, attraverso finanziamenti certi, le azioni concrete e la progettualità dei parchi, non esiste infine la consapevolezza che i parchi possono essere e sono una grande risorsa per la gestione del territorio se lavorano come ‘sistema’, in sinergia con il territorio all’interno e fuori dai propri confini, in questi ambiti, gli ATE appunto, che costituiscono il contesto reale entro cui operare per conservare quella continuità di aree verdi messa in evidenza dalla rete ecologica regionale, quindi biodiversità, quindi fruibilità, quindi paesaggio ed ambiente.

Si conferma perciò l’inefficacia della LR 28 rispetto ai presupposti con i quali era stata concepita, una legge che ha imposto una suddivisione delle aree non basata su confini ecologici ma politici, che non ha preso in carico la questione economica nella gestione delle aree e degli interventi all’interno delle aree protette, che non ha considerato la necessità di integrare le aree tutelate con la grande area della rete ecologica diffusa su tutto il territorio Lombardo, grande risorsa disponibile e fondamentale per la conservazione della biodiversità e il mantenimento di questo corridoio ecologico che unisce Europa e Mediterraneo.

Ma al contempo si conferma che tale suddivisione degli ambiti può offrire anche grandi opportunità se correttamente gestita, se si mettono in campo atteggiamenti virtuosi da parte dei parchi stessi e degli enti che amministrano il territorio, tutto, se si fanno scelte mirate, da parte degli enti parco, per affrontare e gestire la sfida della conservazione degli habitat e della loro valorizzazione. Serve un patto di mutualità tra chi tutela e chi fruisce, non solo come risorsa economica per sostenere le azioni di conservazione e promozione, quanto come insieme di azioni a tutela delle funzioni ecosistemiche svolte dai parchi che hanno un peso essenziale per i territori -collaborazione nella gestione delle acque, dei rifiuti, nel contenimento dell’inquinamento, nella costruzione di paesaggio, nella costruzione di ‘qualità’ ambientale e urbana- serve riconoscere il valore economico dei parchi. L’Europa chiede di raggiungere il 30% di aree protette, mette a disposizione il 37% dei fondi da destinare alle politiche ambientali da spendere entro il 2026, spinge affinché venga messa in campo una strategia climatica che veda politiche di sostenibilità nelle città, nelle aree periurbane, piantando alberi, costruendo infrastrutture verdi con funzioni ecosistemiche che sole possono migliorare le condizioni di vita di chi abita. E allora ogni ente parco deve assumersi la responsabilità e l’onere di svolgere un lavoro di gestione vera, coordinata, promuovendo consenso e, progettando interventi di manutenzione e valorizzazione, lavorando in sinergia per costruire un sistema di tutela del territorio, tutto, anche quello non compreso dai confini di parco, ma soprattutto – e per il parco Groane Brughiera è assolutamente fondamentale- predisporre la Vas per arrivare finalmente ad un nuovo PTC per garantire la salvaguardia delle aree che sono state recentemente inserite e per ‘costruire’, insieme ai comuni del comparto designato, quella tutela concreta della biodiversità e degli ecosistemi

prossimo appuntamento: mercoledì 18 novembre 2020 FORUM FORESTE Resilienza e forestazione urbana: la capacità di risposta della città alla crisi climatica in diretta sulla pagina Facebook Legambiente Lombardia

Le alternative alla canturina bis-parte2

Il ripensamento del trasporto delle merci nell’era dell’e-commerce.

La mobilità delle merci sta crescendo, sempre di più, anche a causa del Covid-19, che ha incentivato lo shopping online da parte dei consumatori. Basti pensare che nell’ultimo anno l’e-commerce in Italia sta incrementando del 76% rispetto al 2019. Per questo motivo riteniamo che gli Enti locali e le amministrazioni comunali debbano individuare misure e politiche in grado di contemperare da un lato le esigenze dei cittadini e delle aziende, dall’altro contenere le esternalità negative che una tale dinamica lasciata a se stessa inevitabilmente scaricherebbe sui territori in termini di traffico urbano.

Premesso che:

  • sul nostro territorio sono presenti numerose stazioni ferroviarie, di cui alcune in passato furono adibite anche allo scalo delle merci (es. Cantù);
  • il Piano Urbano del Traffico della città di Cantù non ha un’analisi dettagliata di quali siano le origini e le destinazioni del traffico merci;
  • la spedizione delle merci direttamente a casa resta la modalità nettamente più utilizzata per circa l’84% delle spedizioni, seguita dal recapito nel luogo di lavoro (7%) o a un altro indirizzo (anche nel caso di acquisti per conto di terzi o regali).
  • una parte dei problemi di traffico sono causati dall’ultima fase del processo logistico, che inizia dal momento in cui la merce lascia l’ultimo network distributivo (che può essere un magazzino, uno scalo merci, una stazione) e si conclude con la merce ordinata che arriva alla destinazione finale (logistica dell’ultimo miglio).

Ci chiediamo l’utilità di una nuova strada come la Canturina Bis che è pensata in una logica conservatrice dell’attuale modello di mobilità che non vede soluzioni alternative e più sostenibili ai problemi di traffico esistenti.

Qui di seguito trovate alcune nostre riflessioni attorno agli interventi che potrebbero servire per snellire l’inquinamento prodotto dal traffico dei corrieri che trasportano merci tramite consegna a domicilio.

La prima nostra proposta è quella che vengano creati dei centri di consegna per i pacchi merci di ridotta dimensione direttamente nelle stazioni ferroviarie. In modo tale che la merce viaggi su rotaia, e non su strada, dal luogo di produzione fino al raggiungimento del “network distributivo” (ovvero la stazione) e infine l’utente possa raggiungere il centro di consegna delle merci in modo sostenibile, usando i mezzi pubblici o le ciclabili.
Il secondo intervento che dovrebbe essere attuato è, nel caso di merci di grandi dimensioni, l’ottimizzazione della capacità di carico dei corrieri, in modo che questi circolino sulla rete stradale solo quando completamente pieni.
Infine, visto che secondo l’ultimo rapporto Ispra, l’80% dei veicoli commerciali leggeri che transitano nelle nostre città appartengono a una classe inferiore all’ Euro 5, chiediamo investimenti da parte degli enti pubblici affinchè le aziende possano convertire all’elettrico questi mezzi.

Perchè serve investire importanti risorse economiche in una strada pensata 40 anni fa, con delle dinamiche territoriali completamente diverse da quelle attuali, quando ci sono alternative concrete e realizzabili sul territorio che possono realmente risolvere i problemi di traffico che assediano la città di Cantù?

Cambiamo rotta! No alla Canturina Bis!

UN NO, SENZA SE E SENZA MA, ALLA REALIZZAZIONE DELLA CANTURINA BIS

UN SÌ FIN DA SUBITO ALLA VALORIZZAZIONE DEL SISTEMA FERROVIARIO LOCALE E DELL’INTERSCAMBIO FERRO-GOMMA PER TOGLIERE TRAFFICO E INQUINAMENTO DAL NOSTRO TERRITORIO

Abbiamo atteso sinora, per manifestare una nostra presa di posizione in merito al tema della “canturina bis”, al di là della nostra adesione al manifesto firmato da 21 associazioni, per comprendere appieno la posizione al riguardo delle istituzioni politiche e territoriali. La speranza era di trovare, dopo le sconvolgenti vicende della pandemia, una espressione di politica che, di fronte alla costruzione di un’infrastruttura inutile, indicasse la necessità di investire il denaro pubblico in manutenzione del patrimonio pubblico e ambientale, mobilità sostenibile, servizi alla persona, sostegno al lavoro. Questa speranza è stata vana. Purtroppo l’economia, anche locale, è in balia dei settori più retrivi della speculazione, del degrado ambientale, del patrimonio pubblico senza manutenzione alcuna, e infine di una qualità della vita che solo si paragona alla quantità di denaro posseduta.

Il coro unanime a favore dell’opera, finanziata da regione Lombardia (ma priva di un serio progetto e senza studi sulla viabilità territoriale) ha unito politica e istituzioni trovando anche ambigue posizioni delle opposizioni o la loro adesione “condizionata”.

E’ sorprendente il corollario di contorno alla vicenda:

– dal livello cittadino con il sindaco della città di Cantù, (che ha tenuto per sé deleghe all’urbanistica, edilizia privata e grandi opere) che, in un atteggiamento da pilato alla finestra, chiede lumi sul tracciato;

– al livello politico sovralocale…ci stiamo ancora chiedendo se la provincia creda davvero che per risolvere la viabilità complessa di una città di 40.000 abitanti sia necessario spostare il traffico all’esterno (tangenziali di Milano docet);

– di una agenzia del trasporto pubblico locale che se ne sta in un colpevole silenzio, visto che è da cinque anni che aspettiamo di conoscere: i piani per il trasporto pubblico locale e l’attuazione un interscambio efficace con il sistema ferroviario, interscambio che può far diminuire il volume di traffico sulle strade (paradossale il caso di Cantù con due stazioni ferroviarie senza collegamenti efficaci tra di loro e con il trasporto pubblico su gomma);

– di un ente parco che con il suo presidente di fresca nomina, si affretta a dare conforto alla proposta della Canturina Bis, dimenticandosi che prima di consumare anche un briciolo di suolo del parco si dovrebbe utilizzare la viabilità esistente al meglio e non farla collassare per giustificare interventi inutili;

– di un gestore ferroviario come Trenord che se ne infischia del livello di servizio e, attraverso un continuo rinnovo ingiustificato dell’appalto da parte di regione Lombardia (che ne è parte ) impedisce di fatto al treno di diventare l’asse portante del trasporto pubblico locale.

A tutto questo si aggiunga una situazione paradossale dell’ambito politico locale, dove, se è ovvia la pedissequa posizione della maggioranza, si vede: o la confusione delle minoranze (Movimento 5 Stelle e Lavori in Corso), o una fase revisionista del Partito Democratico che, poco tempo fa, tuonava contro l’errata pianificazione viabilistica del PGT, ma ora, per bocca dell’allora assessore individua sottili distinguo per giustificare una posizione cerchiobottista.

Non possiamo che dichiararci contrari, senza se e senza ma, ad un’opera inutile costosa, e dannosa, che toglie risorse a necessità ambientali e sociali ben più importanti, e che solo soddisfa un modello di gestione economica e politica che speravamo di non rivedere mai più.

Il continuo meschino ricorso a giustificazioni come: “stati di necessità”, “supporto del sistema economico”, o “lo vuole questo e quello” per tali interventi, ma soprattutto la mancanza di una visione, l’incapacità di una classe politica ( e dirigenziale ) intera di pensare ad un futuro che invece di consumare risorse le conservi per le generazioni future, mostra una inadeguatezza che, ci spiace dirlo, contamina anche una società civile: stanca e impaurita! Dal canto nostro siamo pronti a dialogare per mostrare quanto questo tipo di interventi siano inutilmente pericolosi, e a discutere valide alternative; pronti come lo siamo stati su discariche, inquinamento, mobilità sostenibile, ambiente; anche se le ultime banali risposte dell’ambiente politico cittadino a giuste critiche non lasciano molte speranze!

Circolo Legambiente Cantù – Green Station